Psichiatria

10 cose che non puoi non sapere sulla depressione post-partum…nei padri!

 

 

E’ facile concentrarsi solo sulle mamme durante il periodo post-partum.
Ma non scordiamoci dei padri, che hanno altrettanto bisogno di supporto!
Che si tratti di deprivazione di sonno, di preoccupazioni economiche, di nuove responsabilità o del cambiamento delle dinamiche relazionali, anche i padri hanno molte cose con cui fare i conti.
Si tratta infatti di un enorme cambiamento di vita per entrambi i genitori; in particolar modo, i padri possono tendere a sentirsi colpevoli riguardo a ciò che la loro partner sta attraversando, essendo consapevoli di non esser loro ad allattare alle 3 del mattino o a dover recuperare dopo un travaglio ed il parto.

Ecco allora tutto ciò che c’è bisogno di sapere sulla depressione post-partum negli uomini.

1. Anche i padri possono entrare in depressione durante il primo anno post-partum.
Il numero di uomini che sperimentano una depressione post-partum durante il loro primo anno da neo-papà è il doppio di quello riscontrato nella popolazione generale. Chi diventa padre per la prima volta risulta essere infatti particolarmente vulnerabile: un padre su dieci attraversa una depressione già durante la gravidanza della partner.
2. La depressione postnatale negli uomini spesso non viene diagnosticata

Il periodo di picco per la depressione post-partum maschile va dai 3 ai 6 mesi dopo la nascita del figlio. Come per la depressione post-partum maternai, spesso anche quella paterna non viene diagnosticata. I sintomi infatti potrebbero sembrare indicatori di un “normale” stress quando si aspetta un bambino.

3. I cambiamenti ormonali possono contribuire

Proprio come nelle madri, i cambiamenti ormonali possono rendere più probabile una depressione post-partum anche nei padri. Ormoni come il testosterone, gli estrogeni, il cortisolo, la vasopressina e la prolattina possono infatti variare nei padri dopo l’arrivo di un neonato.

4. La depressione post-partum nei padri è più probabile quando anche la madre la sperimenta

Se uno dei due partner sta attraversando difficoltà mentali od emotive, è più probabile che anche l’altro ne stia vivendo altrettante. Dei padri con partner depresse, dal 24 al 50% di loro sperimentano infatti una concomitante depressione.

5. Esiste un range di fattori che possono rendere più probabile la depressione post-partum nei padri

I padri che hanno meno di 25 anni hanno più probabilità di andare incontro a una depressione post-partum rispetto alla loro controparte più “agé”, nonostante l’età non sia certo l’unico fattore di rischio per la depressione post-partum negli uomini. Altri importanti fattori di rischio includono infatti precedenti episodi di depressione o ansia, pressioni finanziarie o anche il non avere una relazione con la madre del bambino.
Inoltre, molti studi sottolineano che la vulnerabilità paterna per la depressione post-partum aumenta anche in caso di: problemi di sonno o nella gestione del pianto del bambino; abuso o dipendenza da sostanze; percepita mancanza di supporto dal proprio partner. In ogni caso, il rapporto causa effetto resta incerto, motivo per cui questi fattori non necessariamente conducono a difficoltà mentali.

 

6. La depressione post-partum nei padri può mostrarsi in molti modi diversi

I sintomi possono includere:
– paura, confusione, impotenza e senso di incertezza circa il futuro
– ritiro dalla vita familiare, lavorativa e dagli eventi sociali
– indecisione
– frustrazione, irritabilità, cinismo e rabbia
– conflitti di coppia
– violenza sul partners
– comportamenti genitoriali negativi
– abuso di alcol e sostanza
– insonnia
– sintomi fisici come: indigestione, cambiamenti di appetito e peso, diarrea, costipazione, mal di testa, mal di denti e nausea.

7. La depressione post-partum paterna può avere ricadute sulle relazioni

La depressione post-partum nei padri può condizionare la relazione con la partner, come anche quella col bambino. Questi padri infatti possono tendere ad ingaggiarsi meno nella relazione con i propri figli e a rivolgerglisi o parlarne in maniera negativa. Possono ad esempio anche cantare e leggere meno degli altri padri o comunque punirli più duramente.

8. La depressione post-partum nei padri può impattare anche sullo sviluppo del bambino

La depressione post-partum paterna si associa a problemi emotivi, sociali e comportamenti, come anche a ritardi nello sviluppo psicofisico dei bambini. L’associazione è resa più forte quando il padre sperimenta sia una depressione ante-partum che una post-partum, nonché quando i sintomi risultano essere particolarmente gravi.
Una forte associazione è stata trovata anche nei casi in cui anche la madre stia attraversando problemi di salute mentale.

 

9. Esiste uno screening

Nonostante si tenda ad associare la parola screening maggiormente a problemi di natura fisica, anche per quanto riguarda le diagnosi di salute mentale cominciano ad essercene molti disponibili. A chiunque sia preoccupato per la propria condizione mentale, è caldamente consigliato cercare un professionista che lo sottoponga ad uno screening.

10. La depressione post-natale paterna viene trattata allo stesso modo di quella materna

Il trattamento della depressione post-natale paterna sta iniziando ora a muovere i primi passi. Ad oggi, le opzioni di trattamento risultano essere identiche a quelle per le madri per quanto riguarda la terapia farmacologica e quella psicoterapica. In particolare, la psicoterapia relazionale è risultata essere molto utile con questo tipo di sofferenza.

Ciò che è fondamentale è aprirsi, poter parlare e condividere i propri pensieri e sentimenti. Tenere a mente che non si è soli e che esistono modi con cui essere supportati ed ottenere aiuto.

 

 

Questo articolo è stato tradotto dalla dott.ssa Guia Nerli, Psicologa-Psicoterapeuta in Formazione. Contattala al 3518169454 .

Con la collaborazione del dott. Marcello Florita .

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